…e voi come avreste replicato?

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Question markQualche giorno fa, in coda ad uno dei tanti seminari informativi che in questi giorni vengono organizzati un po’ ovunque per spiegare l’ABC della mediazione, un avvocato ha sollevato un’obiezione che cerco di riportare nel modo più fedele possibile:

<<La mediazione rappresenta un approccio senz’altro molto interessante ma non capisco perchè tutto questo debba riguardare noi avvocati. Quando il cliente viene da noi chiede un consiglio legale, un parere, un’opinione ben precisa su un aspetto tecnico giuridico. Se iniziamo a parlare di interessi, di bisogni, di emozioni, di sentimenti, questo gira i tacchi e se ne va da un altro collega. Perchè è senz’altro vero che le controversie sono composte di molti aspetti anche non giuridici. Ma se l’imprenditore vuole parlare di denaro, lo fa da solo, anche senza il nostro aiuto. E se il cliente vuole discutere di emozioni, beh, andrà dallo psicologo, ma non certo da noi. Insomma, mi sembra che agli avvocati si stia chiedendo di mettersi a fare anche il lavoro di altri e viceversa. E tutto questo mi sembra incomprensibile>>.

Voi come avreste replicato?

Giovanni Nicola Giudice

Responsabile del Servizio di Conciliazione della Camera Arbitrale di Milano

Conciliazione, i vantaggi per l’avvocato

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Avvocato togaSecondo il governo saranno circa un milione le cause civili che resteranno fuori dai tribunali grazie al decreto che rende obbligatoria la conciliazione prima del processo. Questo è il primo evidente vantaggio di cui beneficerà la macchina della giustizia italiana.

Sui giornali e in rete, innumerevoli schemi e accattivanti disegni dimostrano a imprenditori e consumatori l’importante risparmio di risorse che potrebbero ottenere con il semplice strumento della conciliazione. Il secondo vantaggio di questa operazione è quindi destinato alle parti in causa.

La figura dell’avvocato sarà sicuramente la più coinvolta, infatti questo milione di cause che, nell’intenzione del Ministro della Giustizia, non approderanno in tribunale, passeranno comunque sulle scrivanie degli studi legali di tutta l’Italia. (continua…)

Conciliazione: oltre i confini, oltre il conflitto

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parlamentinoLa recentissima approvazione dello schema di D. Lgs. sulla mediazione da parte del Consiglio dei Ministri riporta sotto i riflettori la conciliazione e offre l’occasione per un interessante confronto con le esperienze di altri Paesi.

Ne parleremo il 20 novembre a Palazzo Affari ai Giureconsulti con Chiara Giovannucci Orlandi,  Adolfo Braga Neto, Veronica Beer e Alessandro Pieralli.

Da avvocato ad avvocato

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Da avvocato ad avvocatoCopiosa, nonostante lo sciopero, la partecipazione degli avvocati al convegno  ”Da avvocato ad avvocato”, con il quale si è conclusa la VI Settimana della conciliazione, così come interpretata dalla Camera Arbitrale di Milano.

Relatori e platea hanno parlato di conciliazione e l’hanno fatto nella stessa lingua ovvero “da avvocati ad avvocati” appunto. L’occasione è stata così spunto per trattare aspetti di interesse comune, come il ruolo dell’avvocato in conciliazione, le tariffe applicabili, la proposta di attuazione della Legge 69 del 2009  in materia di conciliazione, le opportunità che lo strumento può rappresentare per l’avvocato e così via.

A tutti coloro che sono intervenuti, il nostro invito caloroso a sfruttare questo blog per esprimere liberamente la propria opinione, fare domande e approfondire insieme la conoscenza di questo strumento ancora  non molto praticato in Italia, ma che sta diventando di sempre maggiore attualità.

NUOVA?

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Tastone sorrisoA distanza di 13 anni dalla legge che assegna alle Camere di commercio la facoltà di offrire servizi di conciliazione, ha ancora un senso parlare di conciliazione come di un “nuovo” strumento per professionisti, imprese e consumatori? Siamo arrivati alla VI Settimana della conciliazione.

In tutti questi anni abbiamo fatto passi importanti: da poche decine di conciliazioni (1996) siamo arrivati a decine di migliaia di procedure amministrate sull’intero territorio nazionale nel 2009. I pochi indomiti, entusiasti divulgatori di fine ’90 sono ora affiancati da centri sempre più attivi che formano decine di conciliatori ogni settimana (e forse non è del tutto un bene, ma certo è un segno dei tempi). E qualcuno si ricorderà dei primi eventi, semi-carbonari, in cui sparuti gruppi di legali parlavano di conciliazione come di una bestia rara e sconosciuta. Oggi proliferano incontri ed eventi di ogni foggia e misura dove persino le nostre arrugginite istituzioni universitarie si affacciano con qualche interesse.

Eppure ancora oggi sono molti gli avvocati a cui la conciliazione fa aggrottare il sopracciglio

(continua…)