Archiviato in: Avvocati, Generale, mediazione obbligatoria
La sezione di Dispute Resolution dell’American Bar Association con i suoi 19.000 associati è la più grande associazione
al mondo di professionisti (per intenderci, avvocati che si occupano di giudiziale, arbitri, mediatori, giudici ed accademici)
Quattordici anni fa quando l’ABA istituì la sezione ed organizzò la prima conferenza i soci fondatori si domandavano preoccupati se vi fossero partecipanti; ad Aprile 2012 a Washington erano presenti oltre 900 soci, prevalentemente americani (anche se la sezione conta soci da tutto il mondo inclusa Africa, Oceania, Sud America, Asia, Europa)
Quest’anno per il XIV° anniversario i suoi membri si sono ritrovati nella splendida cornice di Washington per discutere di una varietà di argomenti che spaziano dal conflitto israeliano-palestinese al ruolo della neuroscienza nella mediazione, dai sistemi di ODR (online dispute resolution) al ruolo della mediazione nel gestire la violenza tra le bande di Chicago ed infinde del “fenomeno” della mediazione in Italia.
Ebbene si, quest’anno la mediazione italiana è stata sotto i riflettori dell’ABA sia per le peculiarita’ dell’istituto italiano (si pensi al carattere valutativo della proposta del mediatore, alle sanzioni pecunarie collegate alla mancata partecipazione senza giustificato motivo) sia per la prospettiva di crescita in termini numerici. (continua…)
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Archiviato in: Generale, mediazione obbligatoria
Il 13 marzo scorso, giusto in tempo per l’avvio della obbligatorietà del tentativo di mediazione ex Dlgs 28/2010 per i danni da RC auto, la Cassazione con la sentenza-3965 ha confermato la presenza di un nuovo protagonista all’incontro con il mediatore: il carrozziere.
Già con le precedenti sentenze 51 e 52 del 2012 la Suprema Corte aveva precisato che il credito al risarcimento di danni patrimoniali da sinistro stradale può costituire oggetto di cessione, non essendo di natura strettamente personale né sussistendo specifico divieto normativo al riguardo e il cessionario può dunque legittimamente rivalersi contro l’altra parte e il suo assicuratore.
Il proprietario di un veicolo danneggiato in un incidente può dunque cedere il credito al titolare dell’autofficina cui si è rivolto per la riparazione il quale è legittimato ad agire, in sostituzione del cedente, in sede giudiziaria per l’accertamento della responsabilità dell’altra parte e per la condanna di questa e del suo assicuratore per la responsabilità civile al risarcimento del danno. Questa pratica, inizialmente contestata dalle Compagnie di Assicurazione, si dovrà comunque confrontare con gli articoli 149, 150 e 151 del Codice delle Assicurazioni.
Aspettiamoci dunque di trovarci a mediare discussioni piuttosto “tecniche” fra carrozzieri e liquidatori delle compagnie di assicurazione!
Leggi il testo della sentenza 3965-2012 della Corte di Cassazione
di Eugenio Vignali
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Non conosce colore politico l’agitazione che esiste tra una parte del mondo dell’avvocatura e i Governi.
E’ partita una nuova ondata di astensioni e proteste nei confronti del Governo Monti, che non sembra indietreggiare rispetto alle modifiche varate dall’esecutivo Berlusconi, ritenute peggiorative della condizione degli avvocati e della Giustizia in generale.
Tra queste, la questione dell’obbligatorietà della mediazione, ritenuta incostituzionale.
Di fronte all’assenza di dialogo col Governo, l’OUA invita gli avvocati ad aderire ad un mese di “sciopero bianco” per pretendere “il rigoroso rispetto anche formale delle regole e degli adempimenti processuali”
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Il Consensus Building (in italiano Gestione Creativa dei Conflitti o Confronto Creativo) è un approccio “applicato nelle politiche pubbliche e nella progettazione territoriale per raggiungere decisioni democratiche, al fine di garantire un senso di comune appartenenza basato sulla comune capacità di prendere decisioni che siano polifoniche, efficaci, nel rispetto e nel potenziamento delle identità multiple dei soggetti in causa” (Marianella Sclavi)
Per approfondire il tema, guarda il video e segui l’intervista a Marianella Sclavi, realizzata da Wilma Massucco e tratta dal sito www.eugad.eu
Marianella, tu cosa intendi per Consenso?
La parola “consenso” crea più equivoci che chiarezza, sarei dell’idea di cancellarla. Quando si parla di consensus building si intende una situazione che io traduco come confronto creativo, ovvero una situazione nella quale, partendo da posizioni tra loro anche molto divergenti, si arriva, attraverso passi molto precisi, alla costruzione non di una soluzione di compromesso, bensì di una soluzione “nuova”, capace di andare incontro alle esigenze di fondo della maggior parte dei partecipanti. Di solito, un consensus building fatto bene viene sottoscritto praticamente da tutti, e questo non perché la soluzione individuata corrisponda esattamente alle specifiche necessità individuali, ma perché tutti si rendono conto – partecipando al processo – che quella soluzione è stata raggiunta attraverso un nuovo modo di rapportarsi, in cui tutti si sono sentiti ascoltati per davvero. E siccome questo è molto raro, viene anche molto apprezzato. (continua…)
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Per saperlo,
clicca sull’immagine qua sotto e poi su “run”


Ogni mediatore sa che la nostra percezione soggettiva, può essere diversa dalla realtà. Suggestivi e utili sono gli esempi della ballerina roteante e dell’elefante “multizampe”, che dimostrano come la percezione della realtà possa essere molto diversa, in base al punto di osservazione (il proprio)…
Ennesima conferma della non esistenza del Pensiero Unico, dell’uni-verso di vedere le cose e come, soprattutto, non ce ne sia comunque mai uno più giusto dell’altro.
Fin qui, crediamo, nessuno avrà nulla da obiettare, ma l’esperienza dei tavoli di Shepard, evidenzia una cosa ulteriore, un po’ diversa…
Essi dimostrano che anche quando una cosa sembra impossibile, e lo sembra alla stra-grande maggioranza degli astanti, di fatto, potrebbe non essere così.
Tutti noi, abbiamo innato il senso logaritmico delle proporzioni, quindi il primo giudizio, inconscio, “di pancia”, non conosce dubbio: uno dei due tavoli è più grande dell’altro, è così chiaro… e invece, muovendoli e spostandoli…
Compito del mediatore, può essere anche questo: da esterno, con razionalità e, ovviamente, oggettività, mostrare una possibilità, laddove nessuno delle Parti la può vedere, e portare le stesse Parti per mano verso la meta.
di Emanuela Cristiana Villa
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La Corte Costituzionale ha fissato per il 23 ottobre 2012 l’udienza pubblica relativa alla questione “mediazione civile”. Lo si apprende dal sito della Consulta. I tempi si allungano quindi di altri 5 mesi, con inevitabili ripercussioni su entrambe le fazioni “pro” e “contro” la mediazione, ma forse anche un’occasione in più per mettere alla prova lo strumento e poterne testare l’efficacia su più ampia scala.
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Quante sono le fasi della mediazione? La Circolare 20 dicembre 2011 del Ministero della Giustizia – Interpretazione e misure correttive del decreto interministeriale 145/2011 – nel portare chiarimenti rispetto agli obblighi di tirocinio assistito a carico di ciascun mediatore, specifica che “il compimento del tirocinio formativo richiede che il mediatore assista, in modo diretto, allo svolgimento … di taluna delle fasi in cui si svolge il percorso di mediazione in presenza delle parti (dalla prima sessione a quella di redazione del verbale conclusivo)” e conclude che “ciascuna fase del percorso di mediazione costituisce momento utile per il conteggio dei venti casi di mediazione da attuare nel biennio” e che “costituisce partecipazione anche la sola presenza ad una singola fase di cui si compone il percorso di mediazione“, potendosi ritenere che i termini “fase” e “sessione” siano utilizzati alternativamente.

Questo fondamentale chiarimento ha portato gli Organismi di Mediazione a specificare in vario modo già nel verbale conclusivo, a beneficio dei mediatori tirocinanti presenti, che “sono state svolte le seguenti fasi del procedimento di mediazione: (segue elenco delle fasi svolte)” e anche la certificazione loro rilasciata riporta ora il dettaglio delle fasi effettivamente svolte. (continua…)
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Da un po’ di tempo a questa parte, si stanno moltiplicando iniziative ed eventi sulla mediazione, a volte anche di qualità.
In particolare, vogliamo segnalarne due che avranno luogo prossimamente:

- Un interessante momento di formazione il giorno 9 maggio 2012 a Piacenza, Palazzo Galli, che avrà come principale relatore il Prof. Michael Tsur, uno dei massimi esponenti a livello internazionale nel campo della negoziazione e della mediazione.
- Un istruttivo seminario sulle tecniche di mediazione, i giorni 17-18 maggio 2012, a Venezia, con Dwight Golann e G.Friedman dal titolo “Come mediare: tecniche e competenze a confronto”.
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Del fenomeno mediazione si sono sentiti parlare gli avvocati, i magistrati, i politici. Ma che cosa ne pensano i cittadini? La conoscono? Sono propensi ad utilizzarla in caso di lite?
A dare una risposta a questi interrogativi, un’indagine recentemente condotta tra i cittadini di Roma a cura dell’Osservatorio sui Conflitti e la Conciliazione, i cui risultati hanno portato alla stesura di un rapporto che consente alcune significative considerazioni. L’indagine ha esaminato un campione di 2000 romani che hanno vissuto un contenzioso di natura pubblica o privata per conoscere:
- La loro opinione su questo “nuovo”strumento di risoluzione dei conflitti.
- La loro propensione ad affidarsi alla procedura
Ne è emerso che:
- Manca una conoscenza approfondita dello strumento (il 60% degli intervistati non era al corrente dell’obbligatorietà) e dei suoi vantaggi (economicità, semplicità, efficacia) La comunicazione da parte dei media sul tema non è stata probabilmente abbastanza efficace, essendosi conentrata più sulle polemiche e le finalità puramente deflattive dello strumento, che sulla reale portata socio-culturale della sua introduzione.
- Il 70% dei cittadini romani intervistati si dichiara favorevole a ricorrere alla conciliazione. Ciò non significa naturalmente un”definitivo radicamento della cultura della conciliazione nel nostro Paese” La strada da percorrere è ancora molto lunga..ma evidentemente, le esperienze di conciliazione volontaria promosse in questi anni a vari livelli da parte prevalentemente di enti di natura pubblicistica, hanno portato qualche frutto.
- Infine, un dato molto importante e positivo: la conciliazione viene interpretata in generale come una pratica virtuosa, più che un rimedio al mal funzionamento della Giustizia. La conciliazione infatti, viene scelta “non tanto come strumento di Giustizia alternativa, ma come alternativa alla Giustizia” come ha ribadito il Prof. Giovanni Maria Flick.
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In Svizzera la conciliazione è distinta dalla mediazione, anche se in qualche modo i due procedimenti sono complementari: il primo è articolato e decisamente aggiudicativo, mentre il secondo è totalmente facilitativo e libero. Ad essi sono dedicato i titoli primo e secondo del codice di procedura civile (nella parte relativa alle disposizioni speciali, dall’articolo 197 all’articolo 218) aggiornato a gennaio 2011.
Il principio base si fonda su una obbligatorietà pregiudiziale, infatti la procedura decisionale è preceduta da un tentativo di conciliazione davanti a un’autorità di conciliazione (i Cantoni sono liberi di definire tali autorità; di norma sono il Giudice di Pace, il Pretore o il Segretario assessore).
Nelle controversie in materia di locazione e affitto di abitazioni e di locali commerciali, come nelle controversie sulla parità dei sessi, l’autorità di conciliazione è composta da un presidente e da rappresentanze paritetiche delle parti. In questi due casi l’autorità di conciliazione presta anche consulenza giuridica e può disporre scambi di scritti. (continua…)
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