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L’ultima spiaggia per i proprietari di immobili statunitensi nelle procedure di pignoramento: il programma di mediazione per i pignoramenti ipotecari.

Avv. Francesca De Paolis
Questo programma e’ stato avviato nei primi mesi del 2009, a seguito della crisi economica americana, e pensato con il fine di aiutare la risoluzione di dispute riguardanti i mutui immobiliari in situazioni di previsti pignoramenti.
Come strumento preventivo alla prevista azione giudiziaria di pignoramento, il programma consente ai proprietari immobiliari di trattare con le banche, tramite un mediatore specializzato, non appena la procedura di pignoramento venga avviata. (continua…)
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Questo post precede la pausa estiva ed è dedicato a tutti coloro che desiderano approfondire il tema della mediazione e del decreto 28/2010.
Abbiamo pensato di augurarvi buone vacanze, offrendovi qualche consiglio di lettura:
- Bandini, Andrea – Soldati, Nicola (a cura di) La nuova disciplina della mediazione delle controversie civili e commerciali: commentario al d.lgs 4 marzo 2010, n. 28, Giuffrè, Milano, 2010
- Delfini, Castagnola (a cura di) La mediazione nelle controversie civili e commerciali. Commentario al Decreto legislativo 4 Marzo 2010, n.28, Padova, 2010
- Nicosia, Paolo S., Susanna Marco V.; Ceccacci Gianfranco, Mediazione e conciliazione civile e commerciale, Edizioni Fag , Milano, 2010. (continua…)
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Alla base del concetto di negoziazione c’è il principio dell’autonomia negoziale privata.
Lo stesso spirito dovrebbe essere presente anche nella negoziazione di una controversia. Come si concilia ciò con l’art. 13 del D. Lgs 28/2010 relativo agli effetti della proposta ultimativa del mediatore?
Ecco un’interessante analisi sul tema a cura dell’ Avv. Giovanna Pia Danieli e della Dott.ssa Viviana De Paola con la supervisione del Prof. Paolo Salvatore Nicosia, dal titolo “La mediazione civile e commerciale italiana ed europea, dalla prospettiva dell’autonomia negoziale privata“
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Tornando alle caratteristiche che rendono un mediatore un bravo mediatore, alcuni mi hanno detto che l’equazione andrebbe “complicata”. Mi sono stati segnalati altri fattori capaci di rendere lo stesso mediatore più o meno bravo da un’occasione all’altra. Si tratta di fattori esterni, come per esempio la fortuna, che può giovare però sia ad un bravo conciliatore che ad uno meno dotato. Vero è che, incontrare parti più o meno disponibili a negoziare o con i giusti presupposti per poter sperimentare soluzioni creative, può sicuramente permettere ad un mediatore di raggiungere l’obiettivo dell’accordo, indipendentemente dalla sua bravura.
Un altro elemento, seppur catalogabile tra le “doti personali”, può essere dato dall’aspetto esteriore. (continua…)
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L’etimologia del termine sinergia rimanda ad un contesto di assoluta collaborazione e significa infatti “lavorare insieme”, perseguire lo stesso scopo; e lavorare insieme è proprio ciò che i conciliatori ed il Servizio di conciliazione, nelle persone dei suoi funzionari, sono chiamati a fare.
Ecco i 7 elementi chiave di questa sinergia.
(continua…)
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Dall’ 1 al 4 settembre 2010, avrà luogo la prima edizione della summer school su “La mediazione nazionale ed internazionale”
La partecipazione alla summer school costituirà titolo preferenziale nell’ambito della selezione dei partecipanti alla VI edizione dell’ICC International Commercial Mediation Competition che si terrà a febbraio 2010 presso l’International Chamber of Commerce di Parigi.
Leggi il programma
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Chi sa trovare la formula del bravo conciliatore?
Essere un bravo conciliatore è più una questione di tecnica o di dote naturale?
Al quesito, che ci viene spesso rivolto dai nostri interlocutori, noi rispondiamo a nostro modo, crediamo che non esista un’unica risposta corretta.
Più interessante, invece, mettere a confronto le varie opinioni.
Come risolvereste voi lettori l’equazione?
Dott.ssa Emanuela Villa
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- L’Avv. De Berti rappresenta il conflitto con gli scacchi
Il 4 e 5 giugno u.s. si è tenuto a Lubiana il 14° Forum Mondiale dei Centri di Mediazione, organizzato dall’Union Internationale des Avocats (UIA). Il Forum è stato creato nel 2001 dalla commissione mediazione dell’UIA con lo scopo di riunire periodicamente i più importanti centri di mediazione del mondo per condividere esperienze e sviluppare progetti comuni.
Il programma del Forum è stato quanto mai variegato. Accanto alle tematiche “canoniche” come l’utilizzo di esperti in mediazione, l’implementazione della Direttiva EU 52/2008 in diversi contesti e la mediazione in campo societario, si sono svolti temi originali, quali ad esempio l’uso “creativo” della mediazione. Si sono così analizzate le tecniche che sfruttano alcune conoscenze relative ai meccanismi di funzionamento del cervello.
Su questo ultimo punto è possibile accedere liberamente alla presentazione di Jeremy Lack e François Bogacz al seguente link: www.altenburger.ch/uploads/tx_altenburger/jl_fb_2010_The_social_brain_during_mediation.pdf (continua…)
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La squadra italiana di mediazione è scesa in campo lo scorso 6 febbraio, a Parigi, in occasione della quinta edizione dell’ ICC Commercial Mediation Competition, un vero e proprio campionato di conciliazione che si disputa ogni anno tra squadre di giovani studenti provenienti dalle Università di tutto il mondo.
Quest’anno, hanno partecipato 44 squadre, giunte dall’ Europa, dall’America, dall’Asia, dall’Africa e dall’Australia, per un totale di più di 130 giovani, tutti animati e accomunati dalla stessa passione per il diritto e per la composizione pacifica delle controversie. (continua…)
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Qualche giorno fa, in coda ad uno dei tanti seminari informativi che in questi giorni vengono organizzati un po’ ovunque per spiegare l’ABC della mediazione, un avvocato ha sollevato un’obiezione che cerco di riportare nel modo più fedele possibile:
<<La mediazione rappresenta un approccio senz’altro molto interessante ma non capisco perchè tutto questo debba riguardare noi avvocati. Quando il cliente viene da noi chiede un consiglio legale, un parere, un’opinione ben precisa su un aspetto tecnico giuridico. Se iniziamo a parlare di interessi, di bisogni, di emozioni, di sentimenti, questo gira i tacchi e se ne va da un altro collega. Perchè è senz’altro vero che le controversie sono composte di molti aspetti anche non giuridici. Ma se l’imprenditore vuole parlare di denaro, lo fa da solo, anche senza il nostro aiuto. E se il cliente vuole discutere di emozioni, beh, andrà dallo psicologo, ma non certo da noi. Insomma, mi sembra che agli avvocati si stia chiedendo di mettersi a fare anche il lavoro di altri e viceversa. E tutto questo mi sembra incomprensibile>>.
Voi come avreste replicato?
Giovanni Nicola Giudice
Responsabile del Servizio di Conciliazione della Camera Arbitrale di Milano
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