La mediazione per le liti transfrontaliere

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Il 20 agosto 2010, la Commissione europea ha ribadito l’importanza delle norme UE vigenti in materia di mediazione transfrontaliera.
Le liti transfrontaliere sono estremamente delicate: le differenze di lingua, cultura, giurisdizione ecc. le rendono particolarmente complesse e la mediazione può rappresentare  una soluzione davvero costruttiva per le parti.
Perché tali disposizioni possano essere efficaci, diventa  però fondamentale ora che vengano attuate a livello nazionale.

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Per questo, gli stati membri sono tenuti ad attuare le disposizioni UE sulla mediazione, entrate in vigore nel maggio 2008, entro maggio 2011. Ad oggi, solo Estonia, Italia, Francia e Portogallo hanno attuato tali disposizioni.
E’ necessario fornire ai cittadini europei norme comuni e creare così garanzie giuridiche per la mediazione, anche attraverso i codici di condotta e i criteri per la formazione dei mediatori. (continua…)

La mossa del cavallo… in mediazione

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L'avv. De berti durante il suo intervento
L’Avv. De Berti rappresenta il conflitto con gli scacchi

Il 4 e 5 giugno u.s. si è tenuto a Lubiana il  14° Forum Mondiale dei Centri di Mediazione, organizzato dall’Union Internationale des Avocats (UIA). Il Forum è stato creato nel 2001 dalla commissione mediazione dell’UIA con lo scopo di riunire periodicamente i più importanti centri di mediazione del mondo per condividere esperienze e sviluppare progetti comuni.
Il programma del Forum è stato quanto mai variegato. Accanto alle tematiche “canoniche” come l’utilizzo di esperti in mediazione, l’implementazione della Direttiva EU 52/2008 in diversi contesti e la mediazione in campo societario, si sono svolti temi originali,  quali ad esempio l’uso “creativo” della mediazione. Si sono così analizzate le tecniche che  sfruttano alcune conoscenze relative ai  meccanismi di  funzionamento del cervello.
Su questo ultimo punto è possibile accedere liberamente alla presentazione di Jeremy Lack e François Bogacz  al seguente link: www.altenburger.ch/uploads/tx_altenburger/jl_fb_2010_The_social_brain_during_mediation.pdf (continua…)

Gli azzurri della mediazione

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bandiera italianaLa squadra italiana di mediazione è scesa in campo lo scorso 6 febbraio, a Parigi, in occasione della quinta edizione dell’ ICC Commercial Mediation Competition, un vero e proprio campionato di conciliazione che si disputa ogni anno tra squadre di giovani studenti provenienti dalle Università di tutto il mondo.
Quest’anno, hanno partecipato 44 squadre, giunte dall’ Europa, dall’America, dall’Asia, dall’Africa e dall’Australia, per un totale di più di 130 giovani, tutti animati e accomunati dalla stessa passione per il diritto e per la composizione pacifica delle controversie. (continua…)

Italia e Spagna: 2 mediazioni a confronto

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VentaglioLa redazione di un progetto di legge spagnolo in materia di mediazione offre lo spunto per un interessante confronto con i principali punti del Decreto Lgsl 28/10.

La Spagna ha recentemente redatto un progetto di legge in attuazione della Direttiva 2008/52/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio.
Il progetto spagnolo presenta similitudini ma anche rilevanti differenze con il nostro D. Lgsl 28/2010. (continua…)

UNA PROSPETTIVA CINESE

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esercito cina ROSSOMrs Cheng Hui,  Vice-Segretario Generale del Mediation Centre del China Council for the Promotion of International Trade (CCPIT) fotografa per il nostro blog  lo stato dell’arte della conciliazione in Cina, alla luce dei più recenti e significativi cambiamenti che si stanno attuando nel suo Paese.

C’è da chiedersi: le tendenze sono poi così diverse dalle nostre?


esercito cinaIl 24 luglio 2009, la Suprema Corte della Repubblica Popolare cinese ha emanato le “Opinioni sulla creazione e l’ampliamento dei sistemi di risoluzione delle controversie e sulle connessioni con la giustizia ordinaria”.

Le Opinioni sono suddivise in 5 parti come segue:

1  Identificare i principali obiettivi e compiti

2 Promuovere lo sviluppo dell’ADR (continua…)

In Bulgaria, i giudici sono favorevoli alla conciliazione

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Photo Bulgaria

Bilyana Wegertseder è un avvocato bulgaro che fa parte della lista di conciliatori del Servizio Internazionale di Conciliazione della Camera Arbitrale di Milano.

Byliana, nel suo post ci offre una prospettiva sul rapporto tra conciliazione e giustizia, nel suo Paese.

(continua…)

Conciliazione: è sbagliato il nome o il marketing?

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Durante l’incontro organizzato lo scorso novembre dalla Camera Arbitrale di Milano dal titolo “Conciliazione: oltre i confini, oltre il conflitto”, a cui ho avuto il piacere e l’onore di prendere parte, sono state esposte una serie di cifre sulla conciliazione, stimate e reali, che mi hanno fatto pensare. Partiamo dal dato spagnolo, o meglio catalano, visto che da qualche mese ho la fortuna di poter svolgere la mia attività professionale anche a Barcellona. 

(continua…)

Studio sull’ADR nell’Unione Europea

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La DG SANCO ha recentemente commissionato uno studio molto serio e puntuale sull’utilizzo dei sistemi ADR in Europa.

Ecco alcuni highlight sulle principali conclusioni raggiunte:

-          Il numero di casi gestiti tramite schemi ADR è costantemente aumentato negli ultimi anni (si parla di centinaia di migliaia di casi);

-          Nonostante ciò, vengono comunque ravvisate lacune nella copertura per area geografica e settore;

-          In EU sono disponibili 750 schemi ADR per le dispute che coinvolgano un consumatore ed è interessante notare come, anche all’interno di uno stesso Paese, esista una grande varietà di schemi;

-          Gli schemi possono essere classificati relativamente al risultato della procedura (raccomandazione, decisione vincolante per l’azienda e non per il consumatore, decisione vincolante per entrambe le parti, accordo delle parti – non vincolante – );

-          La maggior parte di essi prevede comunque la gratuità o è low cost per il consumatore (sotto i 50 Euro);

-          L’utilizzo  degli schemi ADR a livello transfrontaliero deve ancora decollare.

I maggiori ostacoli sono:

    >  nei Paesi più grandi, la non conoscenza dell’esistenza di tali meccanismi a causa della frammentazione dei servizi;

    >  la non-compliance delle aziende ai risultati che non prevedano la vincolatività;

    >  la non partecipazione delle imprese a tali schemi

    >  di servizi ADR di settore

    >   le barrire linguistiche.

-          In generale, i problemi maggiormente percepiti dai providers di schemi ADR sono relativi alla possibilità di far conoscere l’esistenza dei propri servizi ADR al grande pubblico (quindi promozione e mancanza di fondi per la promozione), soprattutto quando non esiste l’obbligo per l’impresa di avvisare dell’esistenza di tali meccanismi i propri clienti.

L’intero report è disponibile a questo indirizzo: http://ec.europa.eu/consumers/redress_cons/adr_study.pdf

Dott.ssa Emanuela Villa

Blogconciliazione Editorial staff