Consensus building

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MarianellaIl Consensus Building (in italiano Gestione Creativa dei Conflitti o Confronto Creativo) è un approccio “applicato nelle politiche pubbliche e nella progettazione territoriale per raggiungere decisioni democratiche, al fine di garantire un senso di comune appartenenza basato sulla comune capacità di prendere decisioni che siano polifoniche, efficaci, nel rispetto e nel potenziamento delle identità multiple dei soggetti in causa” (Marianella Sclavi)
Per approfondire il tema, guarda il video e segui l’intervista a Marianella Sclavi, realizzata da Wilma Massucco e tratta dal sito www.eugad.eu

Marianella, tu cosa intendi per Consenso?

La parola “consenso” crea più equivoci che chiarezza, sarei dell’idea di cancellarla. Quando si parla di consensus building si intende una situazione che io traduco come confronto creativo, ovvero una situazione nella quale, partendo da posizioni tra loro anche molto divergenti, si arriva, attraverso passi molto precisi, alla costruzione non di una soluzione di compromesso, bensì di una soluzione “nuova”, capace di andare incontro alle esigenze di fondo della maggior parte dei partecipanti. Di solito, un consensus building fatto bene viene sottoscritto praticamente da tutti, e questo non perché la soluzione individuata corrisponda esattamente alle specifiche necessità individuali, ma perché tutti si rendono conto – partecipando al processo – che quella soluzione è stata raggiunta attraverso un nuovo modo di rapportarsi, in cui tutti si sono sentiti ascoltati per davvero. E siccome questo è molto raro, viene anche molto apprezzato. (continua…)

Media e Mediazione

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media Chiunque conosca in modo professionale un determinato argomento, è abituato a scorgere molto spesso imprecisioni, inesattezze ed errori circa notizie relative a quel tema, leggendo i giornali o seguendo i notiziari tv o quelli sul web.
La necessità di rendere la notizia in tempi rapidi fa vittime innocenti: basta parlare di un signor Tal del Tali come di “evasore” e la notizia è data. Poco rileva se poi, andando ad approfondire, ci si rende conto che questa persona ha un contenzioso con il fisco circa una somma comunque dichiarata (e quindi non evasa).
Si parla di “posto fisso”, di “responsabilità civile dei giudici”, di “aumento dello spread” in poche righe, evitando le complessità che si celano dietro questi argomenti.
La notizia è data, l’informazione un po’ meno…
La mediazione non fa eccezione. (continua…)

Una sfida alla neutralità del mediatore

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equilibriodi Eugenio Vignali *

Una sfida per il mediatore a mantenere un atteggiamento autenticamente neutrale e imparziale all’interno di un procedimento di mediazione è costituita da quelle situazioni in cui egli valuta che vi sia uno squilibrio di potere decisionale fra i partecipanti. In generale, la neutralità del mediatore può essere definita come (continua…)

PROVINI DI MEDIAZIONE

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Il dibattito sulla mediazione verte oggi sui più disparati aspetti: obbligatorietà o volontarietà, innanzitutto. Ma anche: valutativa o facilitativa? E ancora: con o senza avvocati? Gratuita od onerosa? Come spesso accade la polemica nasce da contrapposizioni sempre più rigide che assumono rapidamente le tinte forti del confronto quasi-ideologico il che, almeno da parte di chi si ritiene sostenitore della mediazione, è piuttosto paradossale.

Poco dibattutto è invece il tema del “comunicare la mediazione”. L’immagine è, lo sappiamo, molto importante e su questi punti bisognerebbe sforzarsi un pochino di più e invece ancora poco si è fatto.

Stefano Pavletic ci consegna oggi una sua riflessione sullo spot realizzato sulla mediazione e andato in onda qualche mese fa.

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LA COLLERA: EMOZIONE POSITIVA O NEGATIVA?

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Margie Simpson

Le emozioni, si sa, possono  giocare brutti scherzi nelle negoziazioni. Ma siamo davvero sicuri che sia sempre così? Secondo voi è’ sempre positivo tenerle a freno?
Pare di no…
Prendiamo ad esempio la collera.
Al contrario di ciò che si può pensare,  in certi casi, la collera può rivelarsi un’arma negoziale incredibile!
Alcuni studi (“A social functional approach to emotions in bargaining: when communicating anger pays and when it backfiresdi van Dijk E, van Kleef GA, Steinel W, van Beest I ) hanno messo in evidenza un aspetto molto interessante in questo senso. (continua…)

Un’esperienza di simulazione-spettacolo

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PalmeLo scorso dicembre si è svolto a Rimini il I Salone della Giustizia.

Il mondo della giustizia italiana si è per la prima volta unitariamente presentato in pubblico, in una prestigiosa area espositiva,  per mostrare ai cittadini tutti i servizi loro rivolti per garantire giustizia e sicurezza.

Significativo è stato lo spazio dedicato alla ormai riconosciuta “giustizia alternativa “ ed importante si è mostrato il ruolo della conciliazione.

Tutti gli operatori del diritto, a confronto con i cittadini, hanno portato il proprio contributo per evidenziare i rispettivi vantaggi nella risoluzione delle controversie mediante gli strumenti alternativi. (continua…)

Conciliazione: è sbagliato il nome o il marketing?

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da Google Immagini

Durante l’incontro organizzato lo scorso novembre dalla Camera Arbitrale di Milano dal titolo “Conciliazione: oltre i confini, oltre il conflitto”, a cui ho avuto il piacere e l’onore di prendere parte, sono state esposte una serie di cifre sulla conciliazione, stimate e reali, che mi hanno fatto pensare. Partiamo dal dato spagnolo, o meglio catalano, visto che da qualche mese ho la fortuna di poter svolgere la mia attività professionale anche a Barcellona. 

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La Conciliazione – The Movie

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La Camera Arbitrale di Milano presenta “La Conciliazione – The Movie” una serie di tre “corti” realizzati in collaborazione con Gandini&Rendina che illustrano in maniera ironica e divertente alcune situazioni tipiche in cui la Conciliazione può rappresentare un’arma vincente per l’avvocato.

Nel realizzare i tre episodi abbiamo pensato agli avvocati, a certe problematiche quotidiane che devono affrontare nella loro professione e al modo in cui la Conciliazione può venire loro in aiuto sul piano pratico.

Abbiamo voluto parlare di conciliazione in modo nuovo, così come la conciliazione rappresenta uno strumento nuovo e innovativo per la professione dell’avvocato; di fatto un’arma in più a disposizione per guadagnare tempo e soddisfare al meglio i propri clienti.

Per una volta, dunque, abbiamo scelto di illustrare i vantaggi della conciliazione in modo informale, prettamente visivo e attraverso un linguaggio semplice e diretto come quello fumettistico.

La conciliazione però è e rimane un argomento serio e per questo ogni corto contiene anche un inserto in cui i vantaggi dello strumento vengono spiegati dalla viva voce degli avvocati Alessandro Bossi, Antonietta Marsaglia e Paola Ventura.

 

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NEGOZIAZIONE DIRETTA vs CONCILIAZIONE

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Paul Watzlawick

Paul Watzlawick

Paul Watzlawick nel saggio “La pragmatica della Comunicazione Umana” affermava che non si può non comunicare. 

Personalmente ritengo che in un contesto sociale, così come non si può fare a meno di comunicare, è particolarmente difficile non confliggere.

Spesso le liti vengono risolte per mezzo di una comunicazione diretta tra le parti coinvolte nella controversia , altre volte, invece, si rende necessario l’intervento di un terzo. (continua…)

Comunicare nel conflitto, comunicare di conflitti

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Nuova immagineQualunque corso, seminario o percorso formativo in tema di conciliazione e tecniche di gestione dei conflitti si basa su un concetto estremamente importante: saper comunicare è fondamentale. Comunicare “nel” conflitto è probabilmente il primo decisivo passo per poter gestire la situazione conflittuale e non essere sopraffatti da essa. Sembra perciò paradossale che su questo argomento lo spazio dedicato in Italia da libri, riviste e siti internet specializzati sia, tutto considerato, molto ristretto. Chi si occupa di comunicazione parla di conflitti, non del conflitto come fenomeno ed oggetto di riflessione.

Tempo fa si discuteva in ufficio di come la conciliazione e più in generale il mondo della mediazione dei conflitti siano ancora temi di confine destinati, se non a pochi intimi, ad un pubblico comunque ristretto.

Qualcuno faceva notare come nel tempo si siano venuti a creare recinti professionali. La mente corre, ad esempio, ad avvocati e psicologi, che tendono a considerare alcuni specifici ambiti della mediazione come una sorta di riserva di caccia, dalla quale tenere lontani esperti di altri campi, come se fossero portatori di chissà quali minacce. Accade così che molti avvocati considerino la conciliazione commerciale come una materia espressamente riservata alla classe forense. All’opposto sono diversi gli psicologi che ritengono di essere gli unici a poter operare con l’adeguata professionalità nel campo della mediazione familiare.

L’incongruenza più evidente è che proprio le persone che dovrebbero essere più esperte nella comunicazione si dimostrino così refrattarie al dialogo.

Eppure, se si scrive e si comunica poco di conflitti, anche coloro che dovrebbero essere più interessati a farlo si chiudono dentro la propria riserva di caccia.

Ma questo è normale perché non basta voler comunicare. Bisogna anche avere il modo di farlo.

Una rapida esplorazione del web ci ha dato le ultime conferme ed una precisa indicazione: occorre fare qualcosa per poter comunicare di conflitti, di come gestirli, di conciliazione, di negoziato. Far capire che in questo campo le riflessioni di un avvocato d’affari non sono poi così distanti da quelle di uno psicoterapeuta oppure che gestire un conflitto societario ha molti punti in comune con le liti condominiali.

Comunicare con il maggior numero possibile di persone.

Da queste considerazioni, nasce questo blog.

Il resto lo scriveremo tutti insieme.

 

Giovanni Nicola Giudice

Responsabile del Servizio di Conciliazione della Camera Arbitrale di Milano