Consensus building

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MarianellaIl Consensus Building (in italiano Gestione Creativa dei Conflitti o Confronto Creativo) è un approccio “applicato nelle politiche pubbliche e nella progettazione territoriale per raggiungere decisioni democratiche, al fine di garantire un senso di comune appartenenza basato sulla comune capacità di prendere decisioni che siano polifoniche, efficaci, nel rispetto e nel potenziamento delle identità multiple dei soggetti in causa” (Marianella Sclavi)
Per approfondire il tema, guarda il video e segui l’intervista a Marianella Sclavi, realizzata da Wilma Massucco e tratta dal sito www.eugad.eu

Marianella, tu cosa intendi per Consenso?

La parola “consenso” crea più equivoci che chiarezza, sarei dell’idea di cancellarla. Quando si parla di consensus building si intende una situazione che io traduco come confronto creativo, ovvero una situazione nella quale, partendo da posizioni tra loro anche molto divergenti, si arriva, attraverso passi molto precisi, alla costruzione non di una soluzione di compromesso, bensì di una soluzione “nuova”, capace di andare incontro alle esigenze di fondo della maggior parte dei partecipanti. Di solito, un consensus building fatto bene viene sottoscritto praticamente da tutti, e questo non perché la soluzione individuata corrisponda esattamente alle specifiche necessità individuali, ma perché tutti si rendono conto – partecipando al processo – che quella soluzione è stata raggiunta attraverso un nuovo modo di rapportarsi, in cui tutti si sono sentiti ascoltati per davvero. E siccome questo è molto raro, viene anche molto apprezzato. (continua…)

Anche questa è mediazione (?)

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chiocciola

In questo periodo, essere provocatori sul tema della mediazione può apparire rischioso. La tensione è tanta se solo si pensa che un nuovo sciopero degli avvocati è stato indetto per il 14 e 15 aprile (www.oua.it). Ma ci sono anche altre azioni di guerriglia “contro” la mediazione obbligatoria. Ne riparleremo a breve. Oggi concentriamo le nostre provocazioni su un piano più astratto che pure potrebbe risultare intrigante per più di qualcuno. L’Online Dispute Resolution rappresenta un universo parallelo in costante evoluzione di cui ci sembra necessario parlare. Chiara Catti, nostra ormai abituale corrispondente dal fronte della mediazione, ha preparato un breve articolo per introdurci ad alcuni degli aspetti più estremi (e per questo molto interessanti) dell’ODR. (continua…)

UN FORUM PER LA MEDIAZIONE (ATENE marzo 2011)

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Abbiamo già dato conto sulle pagine del blog di conferenze internazionali e forum che raggruppano pPartenonerofessionisti e fan della mediazione provenienti da ogni dove per confrontarsi sulle proprie esperienze e scambiarsi informazioni e opinioni. Il Forum dei Centri di Mediazione promosso dall’Union Internationale des Avocats (per gli aficionados Forum UIA) è uno di quelli più interessanti perchè spesso molto ricco di spunti e stimoli. L’ultima edizione si è tenuta ad Atene (11 e 12 marzo 2011) e un nostro ardimentoso compatriota (Stefano Pavletic) si è spinto fin sotto il Partenone con il compito di riferire quanto accaduto.

(continua…)

La mediazione per le liti transfrontaliere

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Il 20 agosto 2010, la Commissione europea ha ribadito l’importanza delle norme UE vigenti in materia di mediazione transfrontaliera.
Le liti transfrontaliere sono estremamente delicate: le differenze di lingua, cultura, giurisdizione ecc. le rendono particolarmente complesse e la mediazione può rappresentare  una soluzione davvero costruttiva per le parti.
Perché tali disposizioni possano essere efficaci, diventa  però fondamentale ora che vengano attuate a livello nazionale.

da danielebosone.it

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Per questo, gli stati membri sono tenuti ad attuare le disposizioni UE sulla mediazione, entrate in vigore nel maggio 2008, entro maggio 2011. Ad oggi, solo Estonia, Italia, Francia e Portogallo hanno attuato tali disposizioni.
E’ necessario fornire ai cittadini europei norme comuni e creare così garanzie giuridiche per la mediazione, anche attraverso i codici di condotta e i criteri per la formazione dei mediatori. (continua…)

Arbitro Bancario e Finanziario

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Arbitro bancarioUltimamente se ne sente parlare moltissimo. E’ un nuovo sistema per la risoluzione delle liti tra privati e banche. Ma che cos’è esattamente e, soprattutto, come funziona l’arbitrato bancario e finanziario? La Dott.ssa Francesca Rosti ce ne illustra gli aspetti fondamentali.

 Dal 15 ottobre 2009 è operativo l’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF), un nuovo organismo indipendente e imparziale, realizzato all’interno della Banca d’Italia, diverso sia dall’arbitrato sia dalla conciliazione.

Si tratta di un sistema di risoluzione delle liti tra privati e banche/intermediari finanziari, concernenti operazioni e servizi bancari e finanziari; l’ABF può decidere le controversie fino a € 100.000 se il cliente chiede una somma di denaro, oppure controversie senza limiti di importo se il cliente chiede l’accertamento di diritti, obblighi o facoltà. (continua…)

Studio sull’ADR nell’Unione Europea

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La DG SANCO ha recentemente commissionato uno studio molto serio e puntuale sull’utilizzo dei sistemi ADR in Europa.

Ecco alcuni highlight sulle principali conclusioni raggiunte:

-          Il numero di casi gestiti tramite schemi ADR è costantemente aumentato negli ultimi anni (si parla di centinaia di migliaia di casi);

-          Nonostante ciò, vengono comunque ravvisate lacune nella copertura per area geografica e settore;

-          In EU sono disponibili 750 schemi ADR per le dispute che coinvolgano un consumatore ed è interessante notare come, anche all’interno di uno stesso Paese, esista una grande varietà di schemi;

-          Gli schemi possono essere classificati relativamente al risultato della procedura (raccomandazione, decisione vincolante per l’azienda e non per il consumatore, decisione vincolante per entrambe le parti, accordo delle parti – non vincolante – );

-          La maggior parte di essi prevede comunque la gratuità o è low cost per il consumatore (sotto i 50 Euro);

-          L’utilizzo  degli schemi ADR a livello transfrontaliero deve ancora decollare.

I maggiori ostacoli sono:

    >  nei Paesi più grandi, la non conoscenza dell’esistenza di tali meccanismi a causa della frammentazione dei servizi;

    >  la non-compliance delle aziende ai risultati che non prevedano la vincolatività;

    >  la non partecipazione delle imprese a tali schemi

    >  di servizi ADR di settore

    >   le barrire linguistiche.

-          In generale, i problemi maggiormente percepiti dai providers di schemi ADR sono relativi alla possibilità di far conoscere l’esistenza dei propri servizi ADR al grande pubblico (quindi promozione e mancanza di fondi per la promozione), soprattutto quando non esiste l’obbligo per l’impresa di avvisare dell’esistenza di tali meccanismi i propri clienti.

L’intero report è disponibile a questo indirizzo: http://ec.europa.eu/consumers/redress_cons/adr_study.pdf

Dott.ssa Emanuela Villa

Blogconciliazione Editorial staff

CHI HA PAURA DI CONCILIARE ON LINE?

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Alcuni definiscono l’ODR la nuova frontiera della conciliazione…

Altri sono ancora un po’ scettici…

Sicuramente i vantaggi sono evidenti, ma quali insegnamenti vengono dalla pratica?

Dopo  8 anni di esperienza “on the field” come responsabile di RisolviOnline, Roberta Regazzoni individua i 5 punti cruciali per un servizio di risoluzione online delle controversie commerciali.

Ecco che cosa ne pensa… (continua…)