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Il 20 e 21 ottobre, Resolutia, in collaborazione con IMA, organizza a Firenze la “European Conference on Cross Border Mediation”
Nell’ambito della conferenza, segnaliamo anche l’interessante workshop tenuto da William Ury sulle tecniche e strategie di negoziazione nelle controversie transfrontaliere.
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Il 13 settembre scorso il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione in merito all’attuazione della direttiva sulla mediazione (come già segnalato dal blog Mediazione tra Pari, e dai siti specializzati)
Un rapido commento: il Parlamento si inserisce nella diatriba italiana sull’obbligatorietà prendendo una posizione di mezzo. L’obbligatorietà rientrerebbe tra le misure ammissibili per incentivare l’uso della mediazione; al tempo stesso occorrerebbe puntare sulla promozione della mediazione “come una forma di giustizia alternativa praticabile, a basso costo e più rapida, piuttosto che come un elemento obbligatorio della procedura giudiziaria”.
Calcisticamente sarebbe un 1-1 e palla al centro.
Segnano un punto i sostenitori dell’obbligatorietà che vedono una forse inattesa apertura di credito da parte del Parlamento Europeo. Ma anche il partito dei contrari trova ossigeno nel vedere evidenziato come l’obbligatorietà venga considerata, implicitamente, un modo rigido e impopolare per diffondere l’uso di un istituto che, ricordiamolo, dovrebbe basarsi soprattutto sulla libera volontà delle parti.
Occorre domandarsi quale influenza possa avere questa risoluzione sul futuro destino della mediazione nel nostro paese.
L’Europa è in marcia. E l’Italia?
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di Corrado Mora*
Eric Galton è considerato da molti come un pioniere ed una forza significativa nel campo dell’Alternative Dispute Resolution. Dal 1989 ha mediato più di 6.000 casi, impiegando una gran varietà di stili di mediazione e mantenendo la media costante del 91% di accordi raggiunti. Galton è altamente versatile; media controversie della lunghezza variabile tra la mezza giornata e le due settimane, nelle città dell’intero Texas e in altri Stati degli USA, con il coinvolgimento di due come di 125 parti provenienti da differenti retroterra etnici, socioeconomici, politici e commerciali. Media controversie afferenti a più di 17 aree del diritto. Eric è stato incluso dal Texas Monthly Magazine tra i Texas Super Lawyer nel 2006 e nel 2007 ed è stato uno dei cinque mediatori inseriti nella Texas Lawyer Go-to-Guide nel 2007. Eric è fellow e Governor dell’International Academy of Mediators.
Eric, come strutturi normalmente una mediazione? (ad esempio, crei una abituale serie di sessioni o ti muovi attraverso obiettivi, ecc.)
Un aspetto affascinante della mediazione è la sua fluidità e flessibilità. Il processo può avere parti o stadi identificabili, ma cerco di scolpirne uno che sia sartoriale per la controversia a cui sto lavorando. (continua…)
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di Nicola Giudice
Nelle intenzioni, questo blog dovrebbe essere dedicato, soprattutto, ai “contenuti” della mediazione. Sarebbe interessante e produttivo parlare di tecniche di gestione dei conflitti, dell’arte del negoziato e di cose simili. Invece, ancora una volta, è la “forma” a prevalere e occorre dedicarsi a discutere di norme, approvate o ancora in cantiere.
L’ultima novità è che la mediazione avrà il suo spazio nella manovra. Una proposta dell’ultimo minuto ha inserito nel maxiemendamento alla manovra economica l’idea di sanzionare economicamente (nella misura pari al contributo unificato) coloro che, invitati ad un incontro in mediazione, ritengono di non partecipare.
Il provvedimento, come detto, è in corso di approvazione per cui dovremo aspettare i prossimi giorni per saperne di più.
Nell’attesa, consentiamoci qualche riflessione
Più volte si è detto che la mediazione, per crescere, deve essere incentivata (o, al contrario, potrebbero essere disincentivati comportamenti “ostili” alla mediazione). Ma il sanzionare economicamente chi non accetta un invito a mediare (che comporta, ricordiamolo, dei costi) rientra tra questi incentivi? Non è una domanda retorica, perchè alla lunga, in uno strano paese come il nostro può anche darsi che un rimedio così forte, possa risultare efficace e magari condiviso dai più.
Bisogna poi ricordarsi che la mediazione è stata oggetto di forti (e in parte comprensibili) critiche. Inserire le sanzioni non contribuirà a far aumentare la polemica? Alcuni si sono già espressi (negativamente). Altri commenti?
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Archiviato in: D. Lgs 28/2010, DM 180, Generale
di Nicola Giudice
Neppure il tempo di disfare i bagagli (e anzi qualcuno si trovava ancora sulla sdraio…) che subito ecco un’altra novità. Il 26 agosto 2011 è uscito il decreto correttivo (DM145/2011) del DM180/2010 su cui tante speculazioni erano state fatte nei mesi scorsi (e che avevamo anticipato giusto un mese fa).
Per chi ancora non avesse avuto modo di leggerlo, (continua…)
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