PRIMI GIORNI

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lupoVolge al termine la seconda settimana dall’introduzione della mediazione obbligatoria. Certamente è ancora presto per tirare le somme ma qualche primo segnale lo si può raccogliere.

Come riferito da molti quotidiani, i primi giorni sono stati “soft”:  numerose telefonate e richieste di informazione, qualche domanda di mediazione in più del solito, tra cui  alcune  in materia di mediazione obbligatoria. Nel complesso un buon risultato ma niente di più. Tutto qui? Probabilmente no. Lo sciopero degli avvocati e il massiccio numero di iscrizioni a ruolo delle settimane precedenti al 20 marzo hanno probabilmente svuotato cassetti e scrivanie. Staremo a vedere. 

Intanto, qualche segnale incoraggiante: sono soprattutto avvocati quelli che si presentano al nostro Servizio o  telefonano o scrivono per avere informazioni. Chiedono, si informano, magari criticano ma ascoltano e ragionano. Ora che si passa ai fatti, forse il lupo non è così cattivo come lo si dipinge. Oppure sì?

E ora un appello a chi ha vissuto queste giornate di battesimo: che impressioni avete registrato?

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  1. Commento di isabella bietolini — 1 aprile 2011 @ 08:30

    I primi giorni dall’entrata in vigore sono stati “calmi”: molte richieste di informazioni, soprattutto per l’iscrizione nell’elenco dei mediatori. Poi sono arrivate le prime istanze e siamo partiti: diritti reali, divisione ereditaria, servitù prediali. Questi i primi argomenti. Posso dire che queste prime procedure, essendo in numero contenuto, sono state affrontate con estrema attenzione: quello che può spaventare è l’arrivo
    ( già annunciato) di numerose istanze contemporaneamente. Tuttavia l’inizio è stato interessante. magari avremmo voluto più chiarezza e uniformità dal sistema, meno libere interpretazioni in merito alle metodologie di iscrizione dei mediatori nell’elenco ecc. Probabilmente questi aspetti si comporranno con l’esperienza che andiamo facendo.
    CCIAA di Arezzo Organismo di conciliazione

  2. Commento di Duccio Monsacchi — 1 aprile 2011 @ 13:23

    Il boom che qualcuno pensava potesse esserci, non c’è stato. Si narra che il 18 marzo, ultimo giorno utile per sfuggire al tentativo obbligatorio di mediazione, le code alle cancellerie del Tribunale di Firenze per depositare gli atti di citazione, abbiano raggiunto lunghezze siderali. Ma telefonate e richieste di informazioni si sono fatte sentire, con domande toste che solo gli avvocati sono in grado di porre (anche se la più gettonata è sempre: come si fa a diventare un vostro mediatore?). Le domande, in ogni caso, sono importanti perché ci consentono di focalizzare l’attenzione su aspetti che avevamo sottovalutato o addirittura neanche preso in considerazione. Una per tutte: è possibile avviare la procedura di mediazione tramite pubblici proclami? Istintivamente la risposta sarebbe stata “ecchennesò!”, ma abbiamo preso tempo, abbiamo riflettuto e alla fine risposto (l’avvocato deve chiedere l’autorizzazione al Presidente del Tribunale). Insomma, dobbiamo studiare e approfondire, ma soprattutto rendere il servizio che offriamo il più efficiente possibile, curando l’accoglienza degli utenti, preoccupandoci della celerità delle procedure e investendo sulla qualità dei mediatori. E non pensiamo che con l’obbligatorietà dobbiamo smettere di fare promozione: la cultura della mediazione è ancora assai lontana dall’essere radicata nel nostro paese.
    Colgo l’occasione per fare un grosso in bocca al lupo a tutti i colleghi delle Camere di Commercio che operarano nei rispettivi servizi di mediazione.

  3. Commento di Enzo — 5 aprile 2011 @ 20:42

    In Tribunale a Milano non mi sembra di registrare nessun cambiamento rispetto al passato. I colleghi avvocati non mi sembrano particolarmente coinvolti nella cosa. Ho idea che molti ancora non si siano posti il problema. D’altra parte, a meno che la gente di colpo abbia smesso di litigare, prima o poi dovranno affrontare la mediazione.

  4. Commento di Marzio — 8 aprile 2011 @ 18:01

    Da conciliatore vorrei porre all’attenzione di tutti una domanda. Nel caso in cui all’incontro fissato dall’organismo non si presenta la controparte, colui che ha avviato la procedura per avere il verbale negativo deve pagare l’intera somma prevista dall’organismo o solo i 40 euro per l’avvio? Si dice che la mediazione è utile anche perchè fa diminuire i costi, ma se chi propone la domanda deve poi pagare una cifra consistente solo per un verbale negativo non mi pare si raggiunga lo scopo. Anche il prevedere che tutti coloro che aderiscono alla conciliazione devono pagare quanto versato dal proponente, non facilita il ricorso a questa procedura. Se da me nella mia veste di Avvocato viene un medico chiamato davanti ad un organismo da un suo paziente che chiede un risarcimento ingente, come posso consigliargli di partecipare alla conciliazione, dal momento che deve versare un importo considerevole solo per presentarsi??

  5. Commento di Nicola — 8 aprile 2011 @ 18:09

    Dipende dal tariffario del singolo organismo. Nel caso del Servizio di conciliazione della Camera Arbitrale di Milano, si pagano ulteriori 40 euro + iva (in totale quindi 96 euro iva compresa).
    In realtà alcuni organismi chiedono una somma che è pari ad 1/3 di quanto la parte pagherebbe per un incontro “effettivo” (Questo è il massimo di quanto prevede la legge).
    Non mi è chiara la seconda parte del quesito. Ad ogni buon conto, diciamo che anche la parte invitata paga un costo, ma lo paga solo se l’incontro c’è. Il medico, di cui all’esempio, paga nella stessa misura di colui che chiede la mediazione perchè, alla fine, entrambi potrebbero beneficiare dell’eventuale accordo (sia il potenziale attore che il potenziale convenuto).

  6. Commento di Nicola — 8 aprile 2011 @ 18:23

    “Pur di andare in mediazione, piuttosto ci mettiamo d’accordo da soli!”. Ah, come sarebbe bello!

  7. Commento di ENRICO — 4 maggio 2011 @ 16:54

    Conosco tantissimi legali ed ho avuto la sensazione che tutti confidino in un intervento censorio della Corte Costituzionale.
    Nel frattempo non sono molto impegnati a conoscere i veri principi e la filosofia della mediazione che sono lontani anni luce dalla filosofia fino ad oggi operante nell’ambiente legale.
    Credo che dovremo prepararci ad alcuni anni di duro impegno in attesa che il buon senso e la civiltà dei professionisti di buona volontà inizi ad affermarsi.
    Rimango dell’opinione che, anche se migliorabile, la mediazione possa veramente rappresentare una svolta epocale nella giustizia in Italia, ma soprattutto una nuova prospettiva per la gente di vedere i conflitti.

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