Il sì alla mediazione degli ordini e della comunità imprenditoriale

Archiviato in: D. Lgs 28/2010, Generale

Documento con firmaIn un documento congiunto gli ordini professionali (ad eccezione dell’ordine degli avvocati), le confederazioni imprenditoriali (in primis Confindustria) e il sistema camerale appoggiano la nuova legge sulla mediazione di cui al D.Lgs n. 28/2010 e ne chiedono al Governo l’entrata in vigore senza ulteriori rinvii.


Non sorprende leggere come uno dei parametri per valutare la competitività di un territorio a livello internazionale sia l’efficienza del suo sistema di giustizia “misurabile in termini di tempi e costi e, quindi, di certezza del diritto”, efficienza che fa propendere manager ed investitori stranieri a scegliere un paese rispetto a un altro per portarvi capitale, aprire succursali e creare, quindi, posti di lavoro. In un momento di crisi e disoccupazione come questo è importante sottolineare come la mediazione possa rappresentare non solo una possibile soluzione all’inefficienza del sistema giudiziario ma anche e soprattutto una concreta opportunità per rilanciare la competitività e la credibilità delle aziende italiane nel contesto internazionale.
Sostenuta e richiesta dallo stesso sistema imprenditoriale e professionale che deve fare i conti tutti i giorni con la lentezza del sistema giudiziario e con uno scetticismo generalizzato delle imprese straniere nei confronti di un paese in cui vacilla una delle certezze più elementari, quale la certezza del diritto, la mediazione rappresenta un’occasione importante per tutelare gli interessi del mercato. Come sottolinea il documento congiunto, il prezzo da pagare per l’inefficienza del sistema giudiziario è appunto la “competitività delle nostre imprese sul mercato”, un prezzo, a modesto parere di chi scrive, troppo alto per non essere affrontato immediatamente, nonostante tutti i legittimi dubbi e i perfezionamenti che il sistema di mediazione introdotto dal citato decreto richiederà in corso d’opera.

di Chiara Catti

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  1. Commento di Federico Bock — 11 febbraio 2011 @ 16:01

    Totalmente d’accordo.

  2. Commento di corrado iannucci — 11 febbraio 2011 @ 20:58

    Non so chi, alla fine, prevarrà. So che tutti hanno un pò ragione. Ma, soprattutto, come ho segnalato nel mio blog, so che il MINGIUSTIZIA ha appena pubblicato una serie di statistiche sulla durata dei processi (temi specifici): a buon intenditore poche parole. Corrado Iannucci

  3. Commento di Piero Elia — 14 febbraio 2011 @ 12:50

    E’ ora di dire basta agli interessi corporativistici (vero Avv. De Tilla?) la mediazione, così come strutturata nel d.lgs. 28/2010, non potrà che apporre benefici sia alla competitività delle imprese, che alla giustizia ormai inesorabilmente schiacciata da un impressionante mole di contenziosi. Invito la Magistratura ad avvalersi dello strumento della mediazione “delegata”.E’ giunto il momento di dire addio all’infausto brocardo “Causa che pende causa che rende”: un avvocato moderno deve offrire al cliente un “prodotto moderno” variegato e realmente teso alla tutela del proprio interesse.
    Avv. Pietro Elia

  4. Commento di Nicola Giudice — 16 febbraio 2011 @ 22:26

    Sono d’accordo con quanto espresso dall’autrice.
    è però indiscutibile che la legge attribuisce molte responsabilità alla mediazione. Forse troppe?
    Nicola Giudice

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