Avvocato o non avvocato? Questo è il dilemma..

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Dubbio amleticoChi si occupa di mediazione, conosce bene l’eterno dilemma: il mediatore deve essere un avvocato o no?
Taluni sostengono che un bravo mediatore debba esserlo per forza. Trovandosi a dover valutare i punti di forza e di debolezza delle posizioni negoziali delle parti, il mediatore avvocato vi riuscirebbe senza dubbio meglio, essendo in grado di inquadrare subito giuridicamente la questione.
Non fa parte del ruolo del mediatore, però, fanno notare altri, il dispensare alle parti pareri legali o erudirli sui loro rispettivi diritti. Questo è compito dell’avvocato in quanto tale, ma non in quanto mediatore. A che cosa servirebbe dunque il titolo in mediazione?Toga là
C’è chi lo ritiene addirittura un limite: l’avvocato deve spogliarsi della propria veste, per poter entrare  in quella di mediatore, dovendo compiere uno sforzo in più.
E’ un dato di fatto che esistano ottimi mediatori avvocati, ma la domanda è: sono ottimi mediatori in quanto avvocati, o nonostante il fatto che lo siano?
Sono cioè bravi perché sono riusciti a espandere le proprie vedute oltre il ristretto obiettivo fornito dalla visuale giuridica o perché oltre alle doti di mediatore hanno anche competenze giuridiche?

Cari lettori, avvocati e non, voi che cosa ne pensate?

Mediare… tra i cammelli

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CammelliViveva in Oriente in un tempo lontano un vecchissimo e ricchissimo cammelliere che aveva quattro figli. Quando fu sul letto di morte fece chiamare i figli e disse loro: “Vi insegno un’ultima cosa, forse la più importante. Ascoltate le mie volontà e applicatele senza modifiche. Imparerete il più grande segreto sulla conoscenza. Quando morirò voglio che dividiate così i cammelli che vi lascio in eredità: 1/2 al più grande di voi, 1/4 al secondo, 1/ 8 al terzo e 1/10 all’ultimo. Fate come vi dico e ne trarrete un grande insegnamento per la vostra vita” . L’anziano morì e i figli piansero, ma poi restarono alquanto interdetti: i cammelli erano 39. Dopo aver cercato di fare la divisione in tutti i modi, cominciarono a dubitare della salute mentale del padre e a litigare su come poter fare. Un giorno, quando ormai i figli avevano perso la speranza di arrivare ad una soluzione senza ingenerare un conflitto tribale, passò per la piazza del paese un vecchio saggio che si fermò ad abbeverare il proprio cammello alla fontana. Era vecchio, con una lunga barba bianca e un grande turbante azzurro. La fama di saggio lo precedeva. I ragazzi lo interpellarono chiedendo disperatamente il suo aiuto. Il saggio li ascoltò in silenzio. Poi si grattò la barba, si guardò attorno e iniziò a dividere i cammelli. Li divise esattamente come il padre aveva chiesto, poi riprese il suo cammello e ripartì.
Come era riuscito il saggio a dividere i cammelli? (continua…)