La mediazione e i pignoramenti immobiliari
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Questo programma e’ stato avviato nei primi mesi del 2009, a seguito della crisi economica americana, e pensato con il fine di aiutare la risoluzione di dispute riguardanti i mutui immobiliari in situazioni di previsti pignoramenti.
Come strumento preventivo alla prevista azione giudiziaria di pignoramento, il programma consente ai proprietari immobiliari di trattare con le banche, tramite un mediatore specializzato, non appena la procedura di pignoramento venga avviata.
Lo Stato del New Jersey, il primo a recepire questo programma nei primi mesi del 2009, ha creato un servizio gratuito, presso il proprio ufficio di Servizi Legali, usufruibile dai proprietari immobiliari che riscontrino i requisti richiesti, ovverosia:
- che il proprietario non sia stato dichiarato in bancarotta
- che la proprieta’ sottoposta a pignoramento sia ad uso di prima residenza
- che l’immobile in questione sia effettivamente occupato da almeno un membro del nucleo familiare.
Una volta verificata la sussitenza dei tre requisiti in capo al richiedente, e ritenuto lo stesso idoneo, l’Ufficio nomina uno dei mediatori specializzati e specificamente formati in materia, fissando una sessione di mediazione cui vengono invitati il proprietario immobiliare e la banca creditizia. La mediazione cosi’ esperita sara’ di tipo “facilitativo”.
Tale programma e’ stato avviato pochi giorni fa in un altro distretto facente parte di uno dei 50 stati americani, e piu’ precisamente nel distretto del Broward, nella Florida del Sud. In questo caso pero’ il programma di mediazione e’ sponsorizzato da un provider privato, la AAA, e viene avviato in automatico. Difatti, non appena un pignoramento viene iscritto nel registro della Corte Statale, il provider riceve immediatamente la richiesta di mediazione, la quale viene comunicata a sua volta al proprietario immobiliare, informandone la banca. Qualora il proprietario accetti la proposta di mediazione, il provider nomina un mediatore e fissa un incontro tra le parti. Nel caso del Brower, a differenza di quanto regolato nello stato del New Jersey, il tentativo di mediazione e’ a pagamento e i costi addebitati alla banca che ha avviato la procedura di pignoramento di fronte alla Corte.
Del programma ha parlato anche il notiziario CBS News in South Florida, che qualche giorno fa ha mandato in onda questo video-servizio. Anche qui l’aspettativa del programma e’ ancora una volta quella di alleggerire il carico giudiziario della Corte distrettuale del Broward, che da dal primo gennaio 2010 al primo luglio del 2010 si registra essere di 19.000 domande in tema di pignoramento immobiliare. Mal comune mezzo gaudio?
Avv. Francesca De Paolis, LL.M (Fordham University), ICDR case manager



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Commento di Giorgio Marzocchi — 8 settembre 2010 @ 15:16
Interessante iniziativa! Credo che anche in Italia molte procedure esecutive, mobiliari (dirette o presso terzi) e immobiliari potrebbero essere risolte molto rapidamente e con costi (economici e sociali) molto contenuti, solo che ci si organizzasse in collaborazione con i magistrati titolari dei procedimenti (e per le procedure immobiliari, anche i consulnti tecnici d’ufficio incaricati di stimare il valore del bene pignorato) per svolgere incontri di mediazione tra creditori e debitori. Certo, in molti casi, dati anche i tempi di crisi economica, non si otterrebbe nulla, ma in qualche caso penso che un incontro tra le parti alla presnza di un mediatore potrebbe forse risolvere la vertenza e, nel contempo, alleggerire il ruolo dei giudici dell’esecuzione.
Commento di Francesca De Paolis — 10 settembre 2010 @ 17:06
Giogio, sono daccordo con Lei riguardo la Sua osservazione sul vantaggio che se ne potrebbe trarre, introducendo un simile programma in Italia, in termini di deflazione del carico giudiziario.
Per dare un idea a riguardo, posso citare il dato americano (attestato al 19 agosto) che registra piu’ di 3.300 casi di mediazione presentati in un lasso di tempo inferiore ad un mese e nel solo distretto della Florida del Sud. Tutti casi che evidentemente in assenza di un simile programma, avrebbero sovraccaricato la Corte satatale locale.
Credo anche pero’ che per una recezione e, meglio dire, effettiva ed efficace utilizzazione di un programma simile in Italia bisognerebbe innanzitutto sensibilizare le banche (o chi per loro) all’utilizzo di tale eventuale strumento. Considerando che la conciliazione e’ volontaria, e che per di piu’ sarebbero le banche chiamate ad accolarsi i costi e a decidere se proseguire con questo strumento alternativo o rientrare nel procedimento in Tribunale, il compito principale e preliminare sarebbe quello di evidenziare, descrivere e rendere noto quali siano gli enormi vantaggi di tale procedura. Del resto il discorso e’ sempre quello, continuare a sensibilizzare alla cultura ADR. E la Camera Arbitrale di Milano in primis, e molte altre realta’ locali italiane a seguire, hanno dato e con tenacia continuano a dare importanti contributi in questa direzione.