Una questione di sinergia

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Antonia RizziL’etimologia del termine sinergia rimanda ad un contesto di assoluta collaborazione e significa infatti “lavorare insieme”, perseguire lo stesso scopo; e lavorare insieme è proprio ciò che i conciliatori ed il Servizio di conciliazione, nelle persone dei suoi funzionari, sono chiamati a fare.
Ecco i 7 elementi chiave di questa sinergia.

I vantaggi della conciliazione amministrata sono ampiamente documentati e dimostrati: regole flessibili ma sicure, tabelle per determinare con certezza i costi della procedura, possibilità di fare riferimento a funzionari esperti che vigilano sul corretto svolgimento di tutte le fasi.
La collaborazione fra questi due soggetti della conciliazione (fermo restando che i protagonisti sono le parti) si svolge, come è naturale, su un piano concreto ed operativo: si tratta di fissare date, verificare disponibilità, scambiarsi informazioni e documenti, elaborare dati e statistiche. Questo aspetto però non esaurisce la complessità di un rapporto, il buon funzionamento del quale è senza dubbio indispensabile non solo per un corretto svolgimento delle singole procedure, ma anche per dare vitalità alla conciliazione in quanto tale, intesa come pratica e come teoria, vissuta come qualcosa in cui entrambi i soggetti credono fermamente.
Vorrei tentare di sintetizzare gli elementi di questa sinergia, inquadrandola sia dal punto di vista del conciliatore, sia dal punto di vista dell’istituzione:

Condivisione: il conciliatore ed il Servizio di conciliazione condividono la fiducia nello strumento che propongono ed il desiderio di diffonderne, potenziarne e migliorarne la pratica e l’utilizzo.

Esperienza: l’esperienza del Servizio di conciliazione è patrimonio del conciliatore e viceversa.

Formazione: il Servizio di conciliazione si occupa di garantire ai suoi conciliatori opportunità di formazione ed aggiornamento che rappresentano non solo momenti di crescita professionale, ma anche interessanti occasioni di incontro con i colleghi ed i funzionari.

Feedback: i funzionari del Servizio di conciliazione ed il conciliatore rappresentano reciprocamente punti di riferimento qualificati ed affidabili per verificare il livello delle rispettive prestazioni e dei servizi offerti alle parti.

Promozione: i funzionari del Servizio di conciliazione si occupano di promuovere la conoscenza e l’utilizzo della conciliazione; i conciliatori vengono costantemente coinvolti nelle varie iniziative, alle quali contribuiscono efficacemente.

Dialogo: fra il Servizio di conciliazione ed i conciliatori sussiste un dialogo costante che va ad alimentare la reciproca conoscenza. Questo aspetto è fondamentale soprattutto in considerazione dei molteplici fattori, anche psicologici, che interagiscono in un incontro di conciliazione. I funzionari del Servizio conoscono i loro conciliatori e sanno perfettamente come utilizzare al meglio le loro capacità e come fare in modo che le specifiche caratteristiche professionali ed umane di ciascuno possano diventare un valore aggiunto all’interno del procedimento.

Scambio: fra il Servizio di conciliazione ed il conciliatore (e viceversa) scorre un costante flusso fatto di informazioni, conoscenze, esperienze, ma non solo. Fra chi si occupa di conciliazione (come sempre succede a tutti coloro che condividono e perseguono un progetto) scorrono anche sogni e desideri: vediamo la conciliazione com’è e immaginiamo come vorremmo che fosse, consapevoli che alla base del progresso, in ogni senso, c’è la creatività.

Antonia Rizzi, conciliatore del Servizio di conciliazione

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  1. Commento di D'Amato — 14 luglio 2010 @ 13:27

    I funzionari partecipano anche all’incontro?
    G.

  2. Commento di Nicola — 15 luglio 2010 @ 08:08

    Oggi i funzionari partecipano quasi sempre all’intero incontro di conciliazione. In futuro è possibile che la partecipazione si limiti ai momenti essenziali (avvio e conclusione dell’incontro) al fine di limitare il numero di ore investito nella gestione del singolo caso. Per il futuro penso che mantenere validi i 7 elementi evidenziati dall’autrice sarà una vera sfida per chi offre un servizio di conciliazione.
    Nicola Giudice
    Servizio di conciliazione – Milano

  3. Commento di Giorgio Marzocchi — 15 luglio 2010 @ 14:20

    D’accordo sugli elementi della sinergia sopra puntualmente indicati, che riguardano i mediatori e l’istituzione presso la quale collaborano. Aggiungerei che esisteranno – già ora se ne vedono gli inizi – anche sinergie tra organismi diversi, ad esempio tra organismi “generalisti” (es. Servizio della Camera di Commercio e Organismo di conciliazione forense) e specialisti, questi ultimi posti in essere dagli ordini professionali (es. medici e odontoiatri), che si occuperanno solo di determinate materie. Così come non va dimenticato che molti mediatori non saranno “esclusivi”, nel senso che non presteranno la loro opera esclusivamente presso un solo organismo ma potranno collaborare anche con tre organismi contemporaneamente (salvo modifiche del decreto attuativo di prossima pubblicazione). Agiungerei pertanto, tra le sinergie possibili ed auspicabili per una migliore diffusione e qualità del servizio di mediazione in generale, anche quelle tra organismi diversi, specie se convenzionati e tra mediatori esclusivi e non, specie se collaboratori di uno stesso organismo.

  4. Commento di paola dott.ssa mazzoni — 16 luglio 2010 @ 09:05

    Negli anni passati la conciliazione ha avuto una crescita esponenziale grazie alla capacità, all’esperienza e alla voglia di condivisione degli organismi che hanno offerto questo servizio. Se è vero che in futuro sarà più difficile mantenere quello standard qualitativo che fin’ora è stato offerto, sono certa che tutti, mediatori ed organismi, che fino ad esso hanno lavorato per lo sviluppo, grazie ad un’intensa attività di promozione, saranno capaci di trasformare queste difficoltà in forza propulsiva nel fare ancora meglio. Il lavoro duro inizia adesso. Ci sono ancora molti, se non troppi che non credendo nella mediazione tentano di ostacolarla in tutti i modi. Da parte mia non posso che fare i complimenti a tutte quelle camere di commercio in Italia che hanno lavorato intensamente offrendo servizi eccellenti
    per mezzo degli sportelli di conciliazione.
    paola mazzoni

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