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	<title>Commenti a: NEGOZIAZIONE DIRETTA vs CONCILIAZIONE</title>
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		<title>Di: GIOVANNI ARMANDO TOSCANO</title>
		<link>http://blogconciliazione.com/2010/01/negoziazione-diretta-vs-conciliazione/comment-page-1/#comment-3266</link>
		<dc:creator>GIOVANNI ARMANDO TOSCANO</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 18:31:26 +0000</pubDate>
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		<description>mi pare che una negoziazione offra meno garanzie che le parti affrontino il conflitto ricercando e vivendo una sorta di par condicio: è facile che nello sviluppo della trattativa una parte cerchi di prevalere sull&#039;altra; le parti si confrontano cercando ciascuna di capire i punti di forza e di debolezza dell&#039;altra per valutare se i propri punti di forza elaborati prima della trattativa siano in qualche modo prevedibilmente - e a volte anche sorprendentemente - diversi dalla realtà che emerge a torto o a ragione nel corso dei contatti, che spesso tra l&#039;altro sono molteplici e spesso con intervalli che hanno il solo scopo di logorare: quindi manca l&#039;unicità di contesto o la celerità che la conduzione di un terzo imparziale può imporre alle parti. E&#039; un giuoco che nella migliore delle ipotesi si traduce in una transazione in cui ciascuna parte teoricamente rinuncia a qualcosa: purtroppo si sa per esperienza che il più debole cede (in ciò è complice la crisi di efficienza della giustizia); e proprio per lui è stato coniato il principio &quot;pochi, maledetti e subito&quot;. A volte la transazione non è semplice: impone la soluzione, a monte di un possibile accordo, di conflitti che le parti hanno con altri coinvolti nello stesso fatto da cui si possono originare conflitti connessi, perchè l&#039;evento comunque generatore di uno scontro di interessi può generare non uno solo ma più conflitti. Quanto sopra  fa concludere che la mediazione a fine di conciliazione consente alle parti di vivere il conflitto in modo non drammatico e tendenzialmente costruttivo, positivo senz&#039;altro per la crescita di una dimensione di maggior rilevanza sociale e quindi di cultura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi pare che una negoziazione offra meno garanzie che le parti affrontino il conflitto ricercando e vivendo una sorta di par condicio: è facile che nello sviluppo della trattativa una parte cerchi di prevalere sull&#8217;altra; le parti si confrontano cercando ciascuna di capire i punti di forza e di debolezza dell&#8217;altra per valutare se i propri punti di forza elaborati prima della trattativa siano in qualche modo prevedibilmente &#8211; e a volte anche sorprendentemente &#8211; diversi dalla realtà che emerge a torto o a ragione nel corso dei contatti, che spesso tra l&#8217;altro sono molteplici e spesso con intervalli che hanno il solo scopo di logorare: quindi manca l&#8217;unicità di contesto o la celerità che la conduzione di un terzo imparziale può imporre alle parti. E&#8217; un giuoco che nella migliore delle ipotesi si traduce in una transazione in cui ciascuna parte teoricamente rinuncia a qualcosa: purtroppo si sa per esperienza che il più debole cede (in ciò è complice la crisi di efficienza della giustizia); e proprio per lui è stato coniato il principio &#8220;pochi, maledetti e subito&#8221;. A volte la transazione non è semplice: impone la soluzione, a monte di un possibile accordo, di conflitti che le parti hanno con altri coinvolti nello stesso fatto da cui si possono originare conflitti connessi, perchè l&#8217;evento comunque generatore di uno scontro di interessi può generare non uno solo ma più conflitti. Quanto sopra  fa concludere che la mediazione a fine di conciliazione consente alle parti di vivere il conflitto in modo non drammatico e tendenzialmente costruttivo, positivo senz&#8217;altro per la crescita di una dimensione di maggior rilevanza sociale e quindi di cultura.</p>
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		<title>Di: Alessandro Bellingeri</title>
		<link>http://blogconciliazione.com/2010/01/negoziazione-diretta-vs-conciliazione/comment-page-1/#comment-3161</link>
		<dc:creator>Alessandro Bellingeri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 16:46:05 +0000</pubDate>
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		<description>Infatti negoziare direttamente puÃ² essere meglio...ove si riesca. Cosa voglio dire?
la conciliazione non Ã¨ la panacea di tutti i mali ma solo se le parti non riescono a fare da sole.

Grazie.
Alessandro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti negoziare direttamente puÃ² essere meglio&#8230;ove si riesca. Cosa voglio dire?<br />
la conciliazione non Ã¨ la panacea di tutti i mali ma solo se le parti non riescono a fare da sole.</p>
<p>Grazie.<br />
Alessandro</p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://blogconciliazione.com/2010/01/negoziazione-diretta-vs-conciliazione/comment-page-1/#comment-726</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 17:55:58 +0000</pubDate>
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		<description>Premetto che sono d&#039;accordo con la tesi sostenuta, aggiungo che ci sono anche dei punti a favore della negoziazione diretta tra le parti.
Innanzitutto meno costi (non bisogna pagare il conciliatore) e meno tempo (possono organizzarsi da soli senza il conciliatore).
Forse la vera risposta Ã¨ che le parti dovrebbero (almeno nella maggior parte dei casi) esperire prima una negoziazione e poi una mediazione. 
Il punto Ã¨ che oggi ci si ferma a dire che se si Ã¨ giÃ  esperita una trattativa non ci sia piÃ¹ bisogno di una conciliazione.
Gli avvocati dovrebbero sforzarsi di capire quersto particolare vantaggio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che sono d&#8217;accordo con la tesi sostenuta, aggiungo che ci sono anche dei punti a favore della negoziazione diretta tra le parti.<br />
Innanzitutto meno costi (non bisogna pagare il conciliatore) e meno tempo (possono organizzarsi da soli senza il conciliatore).<br />
Forse la vera risposta Ã¨ che le parti dovrebbero (almeno nella maggior parte dei casi) esperire prima una negoziazione e poi una mediazione.<br />
Il punto Ã¨ che oggi ci si ferma a dire che se si Ã¨ giÃ  esperita una trattativa non ci sia piÃ¹ bisogno di una conciliazione.<br />
Gli avvocati dovrebbero sforzarsi di capire quersto particolare vantaggio.</p>
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