Approvato schema di decreto legislativo di attuazione della L.69 del 2009

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Martedì 28 ottobre il Governo ha approvato lo schema di Decreto Legislativo di attuazione della Legge 69 del 2009 in materia di conciliazione.

Il testo è stato inviato alle commissioni giustizia di Camera e Senato per i necessari pareri. Il Ministro Alfano, nella conferenza stampa, ha dichiarato che entro 90 giorni il Decreto Legislativo sarà effettivamente prorogato. Non è stato ancora diffuso il testo ma una presentazione dei principali contenuti sono desumibili dalle slides diffuse dallo stesso Ministero. è stata confermata l’anticipazione che del tentativo obbligatorio di conciliazione in materia di condominio, locazione, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Schema del decreto legislativo

Visualizza la conferenza stampa del Ministro Alfano

Scarica le slides dei principali contenuti

Da avvocato ad avvocato

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Da avvocato ad avvocatoCopiosa, nonostante lo sciopero, la partecipazione degli avvocati al convegno  ”Da avvocato ad avvocato”, con il quale si è conclusa la VI Settimana della conciliazione, così come interpretata dalla Camera Arbitrale di Milano.

Relatori e platea hanno parlato di conciliazione e l’hanno fatto nella stessa lingua ovvero “da avvocati ad avvocati” appunto. L’occasione è stata così spunto per trattare aspetti di interesse comune, come il ruolo dell’avvocato in conciliazione, le tariffe applicabili, la proposta di attuazione della Legge 69 del 2009  in materia di conciliazione, le opportunità che lo strumento può rappresentare per l’avvocato e così via.

A tutti coloro che sono intervenuti, il nostro invito caloroso a sfruttare questo blog per esprimere liberamente la propria opinione, fare domande e approfondire insieme la conoscenza di questo strumento ancora  non molto praticato in Italia, ma che sta diventando di sempre maggiore attualità.

NUOVA?

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Tastone sorrisoA distanza di 13 anni dalla legge che assegna alle Camere di commercio la facoltà di offrire servizi di conciliazione, ha ancora un senso parlare di conciliazione come di un “nuovo” strumento per professionisti, imprese e consumatori? Siamo arrivati alla VI Settimana della conciliazione.

In tutti questi anni abbiamo fatto passi importanti: da poche decine di conciliazioni (1996) siamo arrivati a decine di migliaia di procedure amministrate sull’intero territorio nazionale nel 2009. I pochi indomiti, entusiasti divulgatori di fine ’90 sono ora affiancati da centri sempre più attivi che formano decine di conciliatori ogni settimana (e forse non è del tutto un bene, ma certo è un segno dei tempi). E qualcuno si ricorderà dei primi eventi, semi-carbonari, in cui sparuti gruppi di legali parlavano di conciliazione come di una bestia rara e sconosciuta. Oggi proliferano incontri ed eventi di ogni foggia e misura dove persino le nostre arrugginite istituzioni universitarie si affacciano con qualche interesse.

Eppure ancora oggi sono molti gli avvocati a cui la conciliazione fa aggrottare il sopracciglio

(continua…)

Comunicare nel conflitto, comunicare di conflitti

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Nuova immagineQualunque corso, seminario o percorso formativo in tema di conciliazione e tecniche di gestione dei conflitti si basa su un concetto estremamente importante: saper comunicare è fondamentale. Comunicare “nel” conflitto è probabilmente il primo decisivo passo per poter gestire la situazione conflittuale e non essere sopraffatti da essa. Sembra perciò paradossale che su questo argomento lo spazio dedicato in Italia da libri, riviste e siti internet specializzati sia, tutto considerato, molto ristretto. Chi si occupa di comunicazione parla di conflitti, non del conflitto come fenomeno ed oggetto di riflessione.

Tempo fa si discuteva in ufficio di come la conciliazione e più in generale il mondo della mediazione dei conflitti siano ancora temi di confine destinati, se non a pochi intimi, ad un pubblico comunque ristretto.

Qualcuno faceva notare come nel tempo si siano venuti a creare recinti professionali. La mente corre, ad esempio, ad avvocati e psicologi, che tendono a considerare alcuni specifici ambiti della mediazione come una sorta di riserva di caccia, dalla quale tenere lontani esperti di altri campi, come se fossero portatori di chissà quali minacce. Accade così che molti avvocati considerino la conciliazione commerciale come una materia espressamente riservata alla classe forense. All’opposto sono diversi gli psicologi che ritengono di essere gli unici a poter operare con l’adeguata professionalità nel campo della mediazione familiare.

L’incongruenza più evidente è che proprio le persone che dovrebbero essere più esperte nella comunicazione si dimostrino così refrattarie al dialogo.

Eppure, se si scrive e si comunica poco di conflitti, anche coloro che dovrebbero essere più interessati a farlo si chiudono dentro la propria riserva di caccia.

Ma questo è normale perché non basta voler comunicare. Bisogna anche avere il modo di farlo.

Una rapida esplorazione del web ci ha dato le ultime conferme ed una precisa indicazione: occorre fare qualcosa per poter comunicare di conflitti, di come gestirli, di conciliazione, di negoziato. Far capire che in questo campo le riflessioni di un avvocato d’affari non sono poi così distanti da quelle di uno psicoterapeuta oppure che gestire un conflitto societario ha molti punti in comune con le liti condominiali.

Comunicare con il maggior numero possibile di persone.

Da queste considerazioni, nasce questo blog.

Il resto lo scriveremo tutti insieme.

 

Giovanni Nicola Giudice

Responsabile del Servizio di Conciliazione della Camera Arbitrale di Milano